Decreto Lavoro 2026: arriva il “salario giusto” basato sui CCNL e oltre 900 milioni per le assunzioni
Il Governo ha approvato in occasione del Primo Maggio il Decreto Lavoro 2026 (DL 62/2026), una misura che punta a riformare profondamente il sistema retributivo italiano introducendo il principio del “salario giusto” in alternativa al salario minimo orario.
Al centro del provvedimento c’è l’idea che una retribuzione adeguata debba essere quella prevista dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) firmati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. L’obiettivo è rafforzare la contrattazione collettiva e contrastare il fenomeno dei cosiddetti “contratti pirata”, spesso caratterizzati da condizioni economiche e tutele inferiori.
Il decreto prevede inoltre un importante pacchetto di incentivi alle imprese: oltre 900 milioni di euro nel 2026 destinati a bonus per assunzioni a tempo indeterminato, con particolare attenzione a giovani, donne e Mezzogiorno.
Tra le altre misure figurano il rafforzamento delle regole per il lavoro digitale, in particolare per i rider delle piattaforme, e la proroga della detassazione dei premi di produttività, con l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori.
Il Governo presenta il provvedimento come una strategia strutturale per aumentare i salari senza introdurre un salario minimo legale, puntando invece sulla centralità dei contratti collettivi.
Focus contratti a termine stagionali – limite proroghe – esclusione – sentenza
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